Camera Penale Trevigiana "Guido Sorbara"
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Gli impegni referendari della Camera Penale Trevigiana per i mesi di febbraio e marzo 2026

27/3/2026

 

A distanza di pochi giorni dalla consultazione popolare del 22–23 marzo scorso, la Camera Penale Trevigiana ripercorre gli incontri e i dibattiti che hanno visto l'attiva partecipazione del Presidente, Avv. Simone Guglielmin, e di tutti i membri del Consiglio Direttivo.
Numerosi i momenti di confronto pubblico che hanno contribuito ad approfondire le tematiche oggetto di referendum costituzionale.
Al di là dell’esito, resta significativo l’impegno profuso dai professionisti, la cui viva partecipazione rappresenta espressione concreta del forte senso di appartenenza e dell’impegno condiviso che anima la Nostra associazione.

Le parole del Presidente Avv. Simone Guglielmin rese all’esito della consultazione referendaria

24/3/2026

 

Si riportano le dichiarazioni del Presidente della Nostra Camera Penale, Avv. Simone Guglielmin, pubblicate su Il Gazzettino con riguardo all'esito del referendum costituzionale del 22-23 marzo scorso.
Un intervento, quello del Presidente, atto ad offrire una riflessione sui temi della giustizia penale e sui valori del giusto processo, nel solco dell’impegno costante della Camera Penale Trevigiana. 

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Referendum sulla Riforma della Giustizia: opinioni a confronto

14/3/2026

 
Sabato 14 marzo 2026, presso l’incantevole cornice del Palazzo dei Trecento a Treviso, si è svolto un partecipato incontro pubblico dedicato ad un confronto sulle tematiche oggetto di Referendum costituzionale del prossimo 22-23 marzo 2026.
Il dibattito, organizzato dalla Fondazione dell’Avvocatura Trevigiana, ha visto contrapposti il nostro Presidente, Avv. Simone Guglielmin, con l’Avv. Renzo Fogliata (già Presidente della Camera Penale Veneziana), sostenitori delle “ragioni del SÌ”, e il Dott. Francesco Pedoja (magistrato e già Presidente del Tribunale di Pordenone) e l’Avv. Maurizio Visconti (del Foro di Venezia), intervenuti - invece - a sostegno delle “ragioni del NO”.
 Il confronto è stato moderato egregiamente dal dott. Paolo Calia, giornalista de “Il Gazzettino”.
Nel corso dell’incontro, tutti i relatori hanno illustrato ed approfondito le principali tematiche referendarie a sostegno delle rispettive posizioni, offrendo ai presenti molteplici spunti di riflessione sull’attuale assetto organizzativo della giustizia italiana, nonché sugli eventuali scenari ed implicazioni che potrebbero delinearsi all’esito della consultazione referendaria.
L’evento ha confermato, ancora una volta, il ruolo attivo della Camera Penale Trevigiana nella divulgazione delle argomentazioni a sostegno delle “ragioni del SÌ” nell’ambito di un dibattito pubblico, civile e libero sul Referendum.
Si inserisce in una numerosissima serie di interventi che hanno visto il Presidente, Avv. Simone Guglielmin, unitamente agli altri membri del Consiglio Direttivo coinvolti in dibattiti accorati ed animati, seppur sempre ed orgogliosamente nel rispettoso del confronto e del contraddittorio con le ragioni "avversarie".
Per la Camera Penale Trevigiana il pluralismo, il confronto dialettico e la garanzia del diritto ad esprimersi è e sarà un costante impegno.

“DIAPOSITIVE DI PROCEDURA” – Al via la III edizione

18/1/2026

 
​Anche quest’anno la Camera Penale Trevigiana ha dato avviato al ciclo di incontri "DIAPOSITIVE DI PROCEDURA", giunto oramai alla sua III edizione.
Trattasi di un percorso di approfondimento e formazione in materia penale, articolato in una serie di appuntamenti online – per il tramite della piattaforma Zoom, in programma dal giorno 21 gennaio 2026 al 28 ottobre 2026.
Ogni “diapositiva” vede l’intervento di giovani Avvocate ed Avvocati – infraquarantenni – di tutti i Fori del Distretto, allo scopo di permettere la condivisione territoriale di un idem sentire.
Le Relatrici e i Relatori, nel corso dell’evento online dalla durata di un’ora, affronteranno temi attuali del diritto processuale penale, offrendo a tutti i partecipanti momenti di confronto anche su casi pratici.
 

"Sterilizzazione del diritto di difesa". Il convegno.

19/9/2025

 
Una giornata intensa su un tema che, in tutta sincerità, ci sarebbe piaciuto non dover affrontare.
“Orami è evidente la tendenza a neutralizzare il ruolo del Difensore, reso quasi orpello in un terreno che sempre meno gratifica l’agone che il contraddittorio (sin da Eschilo) vorrebbe alimentare. Ci attende una dura battaglia che dovremo affrontare primariamente nel Foro, ove anche noi - Avvocati - siamo (al pari del PM e del Giudice) protagonisti della cultura della giurisdizione”.
Queste sono state le parole con cui l’Avv. Simone Guglielmin, Presidente della Camera Penale Trevigiana, ha esortato i penalisti trevigiani a partecipare numerosi al convegno di oggi, 19 settembre 2025.
Dopo i saluti introduttivi dell’Avv. Diego Casonato, Presidente del COA di Treviso, dell’Avv. Barbara Sorgato del Foro di Verona, componente della Giunta UCPI, dell’Avv. Federico Vianelli, nostro past President e responsabile per il Triveneto dell’Osservatorio Progetto Università UCPI, e l’introduzione dell’Avv. Simone Guglielmin, l’Avv. Eva Baggio del Foro di Treviso ha magistralmente moderato con sobria eleganza i relatori, dall’indiscutibile spessore tecnico e culturale, tutti di estrazione accademica.
Si è così confermata e consolidata la sempre più stretta collaborazione e sinergia fra i penalisti trevigiani e l’accademia.
Si sono quindi susseguite, nelle due sessioni mattutina e pomeridiana, le relazioni della Prof. Avv. Elena Maria Catalano, Associato di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi dell’Insubria, del Prof. Marcello Daniele, Ordinario di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi di Padova, del Prof. Giorgio Spangher, Emerito di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, del Prof. Paolo Ferrua, Emerito di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi di Torino, del Prof. Elvira Nadia La Rocca, Associato di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Le relazioni hanno affrontato il ruolo del difensore dalle indagini preliminari all’appello, e sono state magistralmente compendiate nelle conclusioni dell’Avv. Beniamino Migliucci del Foro di Bolzano, Presidente della Fondazione UCPI e Past President UCPI.
La Commissione Università della Camera Penale Trevigiana ha incassato da più parti numerosi e accorati complimenti per l’impeccabile organizzazione dell’evento, che ha arricchito ancora una volta l’offerta culturale e formativa della nostra Camera Penale.

Camera Penale Trevigiana in visita al Carcere di Treviso

31/8/2025

 
Il Consiglio Direttivo della Camera Penale Trevigiana “Guido Sorbara”, aderendo all’iniziativa “Ristretti in Agosto” promossa dall’UCPI – Osservatorio Carcere, nella mattinata del 29.8.2025 ha effettuato l’accesso programmato alla Casa Circondariale di Treviso.
Al fine precipuo di monitorare con attenzione e costanza la condizione dei detenuti, la Camera Penale aveva già operato altra visita in data 7 luglio 2025, congiuntamente all’Associazione Nessuno Tocchi Caino, occasione nella quale assumeva l’impegno – suggerito dalla Direzione dell’istituto – di procurare reti di schermatura da insetti (zanzariere).
Dopo una più che cordiale accoglienza della Comandante e della Vicecomandante della Polizia Penitenziaria, nonché della responsabile del Settore Pedagogico (il Direttore aveva tempestivamente preannunciato la propria indisponibilità per concomitanti impegni istituzionali), s’è dato avvio all’ispezione dell’Istituto (celle, spazi comuni e sale dedicate al lavoro).
È stata autorizzata l’interlocuzione con detenuti (per quanto alle condizioni di vivibilità) e detenenti, con personale amministrativo e tecnico, nonché con il medico e l’infermiere presso l’ambulatorio interno.
La popolazione detenuta, al momento dell’accesso, è stimata in 225 unità a fronte di una capienza massima prevista di 132: il dato – confermato dall’osservazione in
loco – restituisce un ingiustificabile e intollerabile sovraffollamento, sfregio dei principi costituzionali per quanto alla funzione della pena.
Le celle risultano ictu oculi invivibili, in ragione di un affollamento che induce sdegno e vergogna (in una di queste dimorano addirittura 13 detenuti con un solo locale di decenza).
Mediamente i reclusi risultano stipati nel numero di 8 unità per stanza.
Pare che gli ospiti dell’adiacente Istituto Penale per i Minorenni debbano essere trasferiti nel mese di dicembre 2025 nella nuova sede di Rovigo, con conseguente recupero (alquanto necessario) di spazio vitale per la Casa Circondariale.
Viene palesato il problema della carenza di frigoriferi all’interno delle celle (le borse termiche non sembrano adeguate durante i mesi più caldi).
Il personale dell’Istituto rileva che il problema dei frigoriferi in cella sia correlato alla conformazione vetusta dell’impianto elettrico dello stabile, inadeguato nel fornire l’energia necessaria. Ciò a ulteriore conferma della necessità di un ammodernamento delle architetture penitenziarie.
Dei 225 detenuti, 50 risulterebbero “lavoranti” come segue: 10 per Alternativa Ambiente Cooperativa Sociale (ente convenzionato con il carcere); 40 per l’Istituto stesso.
I detenuti partecipano alle attività lavorative su base volontaria, vengono selezionati sulla scorta della buona condotta e, tendenzialmente, tra i “definitivi”.
Il personale penitenziario, a sostegno della popolazione in vinculis, si rivela (vieppiù considerato lo stato di sovraffollamento carcerario) del tutto insufficiente: Polizia Penitenziaria sottorganico di circa 50 unità (in particolare nelle figure apicali); presenza di 3 funzionari con attribuzioni di rilievo pedagogico e, ciò che si ritiene oltremodo preoccupante, soli 2 educatori.
La patologica carenza di educatori, in ragione di un diffuso e sentito desiderio di poter essere guidati e orientati nel corso della complessa esperienza detentiva (ciò a prescindere dai soli momenti correlati alle istanze in Sorveglianza), si riverbera nelle stesse condizioni di salute psico-fisica della popolazione carceraria.
Nell’ambito della Polizia Penitenziaria, peraltro, circa 20 unità si troverebbero in stato ansioso, indicando un alto livello di stress attribuito (ancora una volta) al sovraffollamento, alla carenza di personale e alla gestione di detenuti problematici.
La scarsità di risorse rende difficile l'elaborazione dei progetti di reinserimento, addirittura rallentando l'accesso alle misure alternative.
La carenza di assistenti amministrativi, inoltre, causerebbero notevoli difficoltà di carattere operativo.
L’immobile appare in condizioni precarie.
A causa della collocazione periferica, l’istituto ha vissuto per anni una situazione di isolamento dal resto della città (che non ha dimostrato interesse a conoscerlo).
Negli ultimi periodi, tuttavia, si sta verificando un'inversione di tendenza.
La città inizia a palesare un desiderio di collaborazione: approdo confermato dal Comune di Treviso, che risponde favorevolmente alle proposte (si apprezza una chiara volontà di conoscere e comprendere questa singolare dimensione vincolata della socialità).
Il Direttore dell’Istituto ha promosso alcune iniziative culturali che hanno dislocato, in ambito extramurario, il talento artistico di alcuni detenuti (Anima Mundi: arte come ponte tra il dentro e il fuori), conseguendo notevole seguito.
Altri progetti formativi sarebbero in essere: "Bambini col sorriso" e "Liberi di crescere" (a sostegno della genitorialità), "Storie sbarrate" (lavoro sull'autobiografia e sul teatro), “Lettura in circolo" (gruppi di lettura e incontri con autori); "Fai da te" (creazione di oggetti in carta riciclata).
Sono attivi percorsi professionali nei seguenti ambiti: saldatura, logistica e magazzino, corsi di sicurezza, barberia; di prossima attivazione: caffetteria/snack bar, grande distribuzione organizzata (GDO).
Il Presidente chiede se possa istituirsi una produzione artigianale interna caratterizzante la realtà carceraria trevigiana. Sul punto, parrebbe necessario e utile, a giudizio del personale dell’Istituto, avviare una linea di creazione di sgabelli, destinati ai detenuti di tutte le case circondariali del Triveneto.
Devesi precisare che per quanto ai “lavori professionalizzanti”, grazie all’opera di Alternativa Ambiente Cooperativa Sociale, vengono svolte in sede intramuraria creazioni di chitarre elettriche (www.claustrofobico.com), riparazioni di biciclette e triturazione di tappi di sughero (prodotto destinato al riciclo).
E ancora: è iniziata l’attività del laboratorio per la digitalizzazione di tutti i fascicoli del carcere (non ancora quelli sanitari); sono impiegati 2 detenuti; vi sarebbero più postazioni informatiche che, tuttavia, non possono essere utilizzate per impossibilità di ulteriori assunzioni in ragione della carenza di finanziamenti.
Il Presidente ipotizza di istituire un fondo – in seno alla Camera Penale – destinato a progetti per il supporto dei detenuti e correlato sia a esigenze di sostentamento, sia di supporto ad attività culturali e/o formative.
Viene chiesto di descrivere la situazione relativa alla formazione scolastica in sede carceraria: attivo il biennio di scuola media superiore (liceo linguistico – scuola privata), assente tuttavia la formazione per il triennio, posto che nessuna scuola pubblica avrebbe inteso sottoscrivere la relativa convenzione.
Il punto andrà esaminato dalla Camera Penale, che vaglierà ogni modalità per favorire sia il completamento dell’istruzione secondaria, sia il contatto con il mondo accademico.
La formazione culturale deve essere una priorità in ambito carcerario oltre che indefettibile esigenza della società civile, per un autentico e concreto recupero dell’individuo e una definitiva dissociazione dal crimine.
Il Consiglio Direttivo avverte, inoltre, la necessità di introdurre corsi – a latere dell’insegnamento istituzionale – in materia artistica, in musica ed educazione fisica.
È, va precisato, in corso di realizzazione – a cura della Commissione Carcere della Camera Penale Trevigiana – uno spettacolo teatrale presso l’Istituto carcerario.
Risulta fruibile il campo sportivo esterno. Verrà istituita una squadra di calcio dei detenuti, con lo scopo di partecipare a tornei esterni, ai quali potrebbero contribuire sia la squadra degli Avvocati sia quella dei Magistrati. Verrà organizzata anche un corso di basket: sono stati all’uopo interessati allenatori professionisti.
La Camera Penale assumerà ogni determinazione per favorire la cultura dello sport in sede intramuraria, anche al fine di permettere la condivisione di eventi esterni.
Lungo il percorso viene visitata la sala colloqui (in presenza o da remoto).
Su espressa domanda del Direttivo, vengono comunicati 15 casi psichiatrici, non incompatibili con le condizioni carcerarie. Viene comunque stigmatizzata la carenza di percorsi alternativi. Lo psichiatra presenzia in Istituto una volta a settimana.
Il personale sanitario, su espressa richiesta del Direttivo, comunica che la maggior parte delle diagnosi di patologia psichiatrica (o di tossicodipendenza) vengono formulate prima dell’avvenuta riduzione in vincolo dell’interessato.
Le condizioni igieniche complessive vengono riassociate – ancora una volta – al sovraffollamento e a una carente disponibilità di servizi igienici. Una volta al semestre v’è l’ispezione a cura dell’Istituto di Medicina di Prevenzione e, comunque, la problematica viene riferita alla competenza ministeriale.
I casi di scabbia vengono considerati dal personale medico un problema routinario (correlato alla coesistenza di più persone, non peculiarità delle carceri). Il problema è comunque trattato con ogni cautela, tramite protocolli collaudati.
A giudizio del personale medico un reale problema è l’abnorme richiesta ingiustificata da parte dei detenuti di medicinali: per tali ragioni alcuni farmaci sarebbero stati eliminati perché ritenuti non utili.
I tossicodipendenti sono stimati in 85 unità e risultano seguiti dal SERD.
Il servizio medico all’interno della struttura è garantito h. 24; i medici operativi sono stimati in 13 unità.
Appare, conclusivamente, necessario e urgente ridurre con la massima solerzia la grave piaga del sovraffollamento dell’Istituto, compiendo opere significative di rilievo strutturale, scongiurando l’assetto di cameroni con 13 persone e il montaggio di letti castello fino a tre piani, favorendo l’installazione di frigoriferi e di docce per ciascuna cella.
Le gelosie alle finestre, inoltre, andrebbero rimosse, ostruendo il passaggio di luce e aria e verosimilmente provocando, nel lungo periodo, pregiudizi alla vista.
Considerate le molteplici criticità condivise nel corso della visita, il Presidente della Camera Penale propone (trovando il placet dei presenti) l’istituzione di un “Tavolo Permanente”, finalizzato al confronto continuo sui temi cardine della detenzione, con la partecipazione attiva delle istituzioni competenti (Camera Penale, Direzione Carceraria, Magistratura di Sorveglianza, Polizia Penitenziaria, personale medico, Educatori/Psicologi, et cetera).
Il Consiglio Direttivo della Camera Penale Trevigiana “Guido Sorbara”
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Solidarietà agli Avvocati Oliviero Mazza e Rossella Ognibene: l’Unione delle camere penali del Veneto a difesa del Diritto (non delitto) di difesa.

9/6/2025

 
Condividiamo la delibera del 03.06.2025 dell’Unione delle Camere Penali del Veneto, della quale anche il nostro Presidente Avv. Simone Guglielmin è firmatario.
L’adoperarsi affinché sia garantito nei confronti del proprio assistito il diritto di difesa non può essere fonte di responsabilità per l’avvocato, soprattutto quando l’attività difensionale è continente e pertinente.
Censurare l’attività difensiva equivale a limitare la dialettica processuale, e quindi il giusto processo.

"L'attacco al singolo Avvocato è un attacco all'intera categoria". Solidarietà all'Avv. Fabio Crea

14/5/2025

 
Con un comunicato stampa diffuso in data odierna il Presidente Avv. Simone Guglielmin ha stigmatizzato e condannato a nome di tutta la Camera Penale Trevigiana le gravi, infamanti e intimidatorie parole rivolte all'Avv. Crea a commento di articoli di stampa su quotidiani online.
Ha condannato tali espressioni in quanto, pur rivolte al singolo, colpiscono l'intera categoria e, a ben vedere, la stessa funzione difensiva e pertanto un fondamento dello Stato di diritto.
Non ci stancheremo mai di stigmatizzare questi comportamenti, ed anzi, ne denunciamo il dilagante aumento e la preoccupante tendenza di taluni a nascondersi dietro a nickname o all’anonimato garantito dal web per diffondere un preoccupante sentimento di disprezzo nei confronti dell’avvocatura, che non può e non deve girarsi dall’altra parte né sminuire tali attacchi come casi isolati o insignificanti.
L’attacco a uno è l’attacco a tutti.

“TORNARE A SAN GIORGIO – PER UN NUOVO CODICE ACCUSATORIO” - Camera penale Trevigiana presente!

18/3/2025

 
Irriconoscibile ed inemendabile. Così, all’inaugurazione dell’anno giudiziario dello scorso febbraio, fu definito l’attuale modello processuale accusatorio.
La proposta dell’Unione delle Camere Penali Italiane di rifondazione del processo accusatorio ha quindi trovato la sua sede lo scorso 14 e 15 marzo, nella stessa Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia ove nel 1961 si trovarono illustri giuristi e studiosi per dar forma al concetto di processo accusatorio.
La Camera Penale Trevigiana era presente con un nutrito gruppo di partecipanti: il Presidente Simone Guglielmin, e i Consiglieri Marcello Stellin, Cristiana Polesel, Alessandra Rech e Massimiliano Robba hanno tenuto alta la nostra bandiera anche in quella sede.


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Definiti i nuovi incarichi per la gestione delle commissioni tematiche.

18/3/2025

 
Il Consiglio Direttivo della Camera Penale Trevigiana “Guido Sorbara”, sulla scorta delle disponibilità accordate da moltissimi iscritti, ha definito gli incarichi per la gestione e la coordinazione dell’attività delle commissioni.
Ogni Commissione, istituita per un tema specifico, ha un referente nel Consiglio Direttivo e un coordinatore; il progetto complessivo, inoltre, può contare sull’adesione di oltre cinquanta avvocati.
L’attività delle Commissioni è uno strumento chiave con il quale il Consiglio Direttivo apre verso gli iscritti la sua attività, coinvolgendo e responsabilizzando chi abbia energie da dedicare alla vita associativa della Camera Penale Trevigiana.
In allegato e a questo link trovate la lista delle Commissioni, con l’indicazione dei nominativi dei componenti, dei referenti di direttivo e dei coordinatori.
Buon lavoro a tutti coloro che hanno deciso di dedicare una parte del loro tempo per un Foro più vivo, culturalmente attivo, professionalmente qualificato e per la tutela dei diritti dei nostri assistiti e, perché no, anche un po’ dei nostri.

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    Sezione a cura di:

    Avv. Giorgia Ramina

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